Il collage, dalla ferita alla cura
Negli ultimi anni, mi sono imbattuta più volte in meravigliosi collage cuciti, immagini ricamate, fotografie attraversate da fili e impunture visibili.
Una scelta artistica che conferma il gesto manuale al centro del processo. Un’azione fisica, lenta, rituale, carica di simbolismo.

Parte della serie “Identidade” © Fernanda Corsini – courtesy dell’artista
In questo panorama, il gesto del tagliare, strappare, dividere e poi unire, ri-unire e ricucire non è mai un semplice espediente estetico. Specialmente quando i soggetti sono corpi e frammenti anatomici, il significato simbolico ed emotivo è evidente e potentissimo.
Il filo non serve solo a tenere insieme: segna, attraversa, ferisce e allo stesso tempo ripara.
In questo articolo voglio parlarvi del lavoro di un’artista che mi ha letteralmente folgorata: Fernanda Corsini.
Un’artista che ha fatto del collage una pratica identitaria.

Serie “MACULADO CORAÇÃO” © Fernanda Corsini – courtesy dell’artista


“Corpo que gera e é gerado” – 2023 – © Fernanda Corsini – courtesy dell’artista
Fernanda Corsini: il corpo come estensione della natura
“L’arte che mi interessa creare esiste in un ora espanso, dove il passato si accumula e il futuro si insinua, ma tutto pulsa nel presente. Non sono pezzi di me, né di un altro. Sono parti di un organismo vivente che non si preoccupa di nominare chi è chi. Mi interessa il corpo cosmico, le connessioni sotterranee, le radici che si toccano anche senza essere viste. Pensando a queste esistenze molteplici, silenziose e interconnesse, ho capito che gli esseri, i corpi e le materie condividono una presenza continua. Non è un’idea di Dio o di forza onnipotente, ma di vita che vibra, insiste e si reinventa. Uno spazio dove tutto vive insieme. Oggi vedo la mia produzione come un tentativo di accedere a questo invisibile che è, anche quando non si mostra. Creo fessure, cosmogonie, tagli e strati come portali per questo universo interiore e collettivo.” — Fernanda Corsini, 2025
Fonte: sito fernandacorsini.com

“Imagem e semelhança” – 2023 – © Fernanda Corsini – courtesy dell’artista
Fernanda Corsini (1997) è un’artista visiva di San Paolo, Brasile, dove vive e lavora. La sua ricerca artistica si focalizza sull’idea che il corpo sia un’estensione della natura, studiandone le relazioni a livello fisico e simbolico.

“Migrações” – 2023 – © Fernanda Corsini – courtesy dell’artista
Nella sua pratica, la carta viene tagliata, sollevata, tesa, divisa e riunita, creando volumi, cavità e rilievi.
Le sue creazioni diventano corpi ibridi tra il vegetale e l’animale, il naturale e l’umano, dove tutto è profondamente connesso.




Parte della serie “Identidade”- 2023 – © Fernanda Corsini – courtesy dell’artista
L’opera “Identidade” mostra una serie di autoritratti stampati e cuciti. Un percorso visivo potentissimo che ci porta nel subconscio e indaga le diverse sfaccettature dell’io. Un vero viaggio evolutivo.
Un approccio al collage, autobiografico, intimo e poetico, dove l’immagine dell’artista diventa la rappresentazione di un sé frammentato e indaga temi che interessano la collettività, come sessualità e identità.

Dettaglio “Paraíso Invertido “- 2023 – © Fernanda Corsini – courtesy dell’artista
Il collage come ferita visibile
Nella produzione di Fernanda Corsini, il collage non nasconde la frattura: la rende protagonista. Le cuciture non cercano di mimetizzarsi, ma diventano segni grafici carichi di significato.
Il filo è cicatrice, legame, costrizione e cura allo stesso tempo. È un elemento ambivalente che tiene insieme e lascia traccia.

“Ego” – 2022 – © Fernanda Corsini – courtesy dell’artista
Il corpo è frammento, stratificazione, costruzione continua.
Il suo lavoro ci mette davanti alla necessità di accettare la trasformazione come stato permanente dell’esistenza.
Mi ha colpita profondamente per tre motivi:
1- Nel 2021, durante l’esperienza del lockdown, anche io ho sentito l’esigenza di utilizzare il filo nel collage come mezzo di tensione e unione. Identificava perfettamente la necessità sociale del “restare uniti” in un momento storico di isolamento incredibile.
2- Mi ha riportato subito ad un’altra grande artista, una figura chiave della fotografia e del collage dagli anni Settanta ad oggi: Annegret Soltau (vi parlerò di lei un’altra volta se ne avrò la possibilità).
3- Il collage per me è da sempre una delle metafore più potenti dell’esperienza umana. Frammentazione, perdita e ricomposizione diventano processi quotidiani, in cui ogni ferita lascia un segno e ogni segno modifica la forma.
Nel lavoro di Fernanda Corsini, tutto questo prende corpo con una forza rara.
Le sue opere non parlano solo di identità individuale, ma di una condizione condivisa: quella di organismi vivi, interconnessi, in costante mutazione.
E forse è proprio qui che il collage smette di essere tecnica e diventa linguaggio necessario.
Grazie per la lettura. Se ti è piaciuto questo articolo, seguimi per scoprire altre curiosità legate al mondo del collage, la sua storia e i suoi personaggi.
Alice Pietrella | IG @collage_diary | FB alicepietrellacollage


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