Collage cuciti come cicatrici

Il collage, dalla ferita alla cura

3–5 minuti

Negli ultimi anni, mi sono imbattuta più volte in meravigliosi collage cuciti, immagini ricamate, fotografie attraversate da fili e impunture visibili.

Una scelta artistica che conferma il gesto manuale al centro del processo. Un’azione fisica, lenta, rituale, carica di simbolismo.

Parte della serie “Identidade” © Fernanda Corsini – courtesy dell’artista 

In questo panorama, il gesto del tagliare, strappare, dividere e poi unire, ri-unire e ricucire non è mai un semplice espediente estetico. Specialmente quando i soggetti sono corpi e frammenti anatomici, il significato simbolico ed emotivo è evidente e potentissimo.

In questo articolo voglio parlarvi del lavoro di un’artista che mi ha letteralmente folgorata: Fernanda Corsini.

Un’artista che ha fatto del collage una pratica identitaria.

Serie “MACULADO CORAÇÃO” © Fernanda Corsini – courtesy dell’artista 

Corpo que gera e é gerado” – 2023 – © Fernanda Corsini – courtesy dell’artista

Fernanda Corsini: il corpo come estensione della natura

Fonte: sito fernandacorsini.com

Imagem e semelhança” – 2023 – © Fernanda Corsini – courtesy dell’artista

Fernanda Corsini (1997) è un’artista visiva di San Paolo, Brasile, dove vive e lavora. La sua ricerca artistica si focalizza sull’idea che il corpo sia un’estensione della natura, studiandone le relazioni a livello fisico e simbolico.

Migrações” – 2023 – © Fernanda Corsini – courtesy dell’artista

Nella sua pratica, la carta viene tagliata, sollevata, tesa, divisa e riunita, creando volumi, cavità e rilievi.

Le sue creazioni diventano corpi ibridi tra il vegetale e l’animale, il naturale e l’umano, dove tutto è profondamente connesso.

Parte della serie “Identidade”- 2023 – © Fernanda Corsini – courtesy dell’artista

L’opera “Identidade” mostra una serie di autoritratti stampati e cuciti. Un percorso visivo potentissimo che ci porta nel subconscio e indaga le diverse sfaccettature dell’io. Un vero viaggio evolutivo.

Un approccio al collage, autobiografico, intimo e poetico, dove l’immagine dell’artista diventa la rappresentazione di un sé frammentato e indaga temi che interessano la collettività, come sessualità e identità.

Dettaglio “Paraíso Invertido “- 2023 – © Fernanda Corsini – courtesy dell’artista

Il collage come ferita visibile

Nella produzione di Fernanda Corsini, il collage non nasconde la frattura: la rende protagonista. Le cuciture non cercano di mimetizzarsi, ma diventano segni grafici carichi di significato.

Ego” – 2022 – © Fernanda Corsini – courtesy dell’artista

Mi ha colpita profondamente per tre motivi:

1- Nel 2021, durante l’esperienza del lockdown, anche io ho sentito l’esigenza di utilizzare il filo nel collage come mezzo di tensione e unione. Identificava perfettamente la necessità sociale del “restare uniti” in un momento storico di isolamento incredibile. 

2- Mi ha riportato subito ad un’altra grande artista, una figura chiave della fotografia e del collage dagli anni Settanta ad oggi: Annegret Soltau (vi parlerò di lei un’altra volta se ne avrò la possibilità).

3- Il collage per me è da sempre una delle metafore più potenti dell’esperienza umana. Frammentazione, perdita e ricomposizione diventano processi quotidiani, in cui ogni ferita lascia un segno e ogni segno modifica la forma.

Nel lavoro di Fernanda Corsini, tutto questo prende corpo con una forza rara.

Le sue opere non parlano solo di identità individuale, ma di una condizione condivisa: quella di organismi vivi, interconnessi, in costante mutazione.

E forse è proprio qui che il collage smette di essere tecnica e diventa linguaggio necessario.

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