I collage rivoluzionari di Annegret Soltau

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Questo mese, come anticipato nel precedente, torniamo a parlare di collage cuciti. E lo facciamo attraverso il lavoro di un’artista che ha portato ago e filo dentro la fotografia in modo radicale e rivoluzionario: Annegret Soltau.

Annegret Soltau

Annegret Soltau (Germania, 1946) è una delle artiste tedesche contemporanee più significative. Figura centrale della Body Art e icona del femminismo artistico degli anni ’70, è attiva ancora oggi con una ricerca coerente e potentissima.

Coinvolta nel movimento femminista tra gli anni ’60 e ’70, Soltau ha esplorato l’universo femminile attraverso performance, fotografia e interventi diretti sul corpo. Il suo lavoro è stato più volte oggetto di censura per la forza delle immagini e per la radicalità con cui ha affrontato temi come maternità, sessualità, identità e invecchiamento.

Il corpo come campo di tensione

Fin dagli inizi, il suo corpo è soggetto, materiale e campo di indagine.

Pur lavorando con la fotografia, Soltau non ha mai voluto essere definita semplicemente “fotografa”. Per lei lo scatto è solo un punto di partenza, una superficie su cui intervenire. La fotografia diventa materia da tagliare, ferire, ricomporre.

È lo strumento che le permette di andare oltre il mezzo stesso, verso una multidisciplinarità creativa che intreccia immagine, gesto, performance e manualità. Attraverso questo processo, mette in discussione il ruolo della donna nella società e rilegge il corpo femminile da una prospettiva nuova, provocatoria e a tratti disturbante.

Il corpo è un campo di tensione e territorio simbolico, quasi politico.

Transgenerative (2004-2008)© Annegret Soltau– courtesy dell’artista

Il collage cucito: tensione visibile

Le sue celebri opere di cucito fotografico — che lei definisce Fotovernähungen — sono tra le sperimentazioni più intense nel panorama del collage contemporaneo.

I frammenti delle fotografie vengono strappati, separati e poi ricuciti con ago e filo nero. Un gesto carico di significato: il cucire, attività storicamente associata al ruolo femminile, diventa nelle sue mani un atto critico e sovversivo.

Il filo non è decorazione. È sutura, cicatrice e tensione visibile.

Ne risultano immagini affascinanti e perturbanti, capaci di decostruire pregiudizi e ruoli tradizionali. Ciò che sembrava stabile si rivela fragile; ciò che era dato per naturale si mostra come costruzione sociale.

© Annegret Soltau– courtesy dell’artista

Maternità e ambivalenza

Uno dei lavori più noti è la serie Mutter-Glück.

In queste opere Soltau combina ritratti propri e dei figli, accompagnandoli con parole che rompono la narrazione idealizzata della maternità: “Madre Felicità Figli Odio”.

Una dichiarazione forte, che rivela la dualità e la complessità del ruolo creativo e di creatrice, di madre e artista. Amore e perdita di sé convivono nello stesso spazio visivo.

Anche qui il collage cucito diventa linguaggio emotivo: l’identità materna non è lineare, ma stratificata, tesa, continuamente ricomposta.

Pregnant (1977-1982) © Annegret Soltau– courtesy dell’artista

Identità cucita, identità frammentata

Il tema dell’identità attraversa tutta la sua produzione.

Nella serie Personal Identity (2003-2016), l’artista cuce insieme documenti ufficiali, certificati e fotografie personali. L’identità legale e quella privata si sovrappongono, si perforano, si interrogano. Chi siamo davvero? Ciò che i documenti dichiarano? Ciò che il tempo modifica?

Personal Identity (2003-2016) © Annegret Soltau– courtesy dell’artista

Nella serie Grima (1989–2010), affronta invece le categorie di genere attraverso collage quasi grotteschi, in cui corpi differenti vengono uniti e ibridati. Le immagini mettono in crisi i confini dell’individualità biologica e sociale, interrogando i limiti stessi dell’identità.

Grima (1989–2010) © Annegret Soltau– courtesy dell’artista

Il lavoro di Annegret Soltau amplia in modo radicale il concetto di collage: gesto fisico, atto performativo, presa di posizione politica.

E per chi ama esplorare le possibilità del collage, il suo lavoro è una fonte inesauribile di riflessione e ispirazione.

Eyes (2011 – 2016) © Annegret Soltau– courtesy dell’artista

Il fine di questo blog, Collage Bits è raccontare curiosità, personaggi e opere legate a questa tecnica straordinaria. Condivido ciò che mi colpisce, mi emoziona e mi fa riflettere, con uno sguardo curioso e innamorato del collage in tutte le sue forme.

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