Portare avanti Collage Diary ogni giorno, per me, significa tenere un diario: raccontare il mio mondo attraverso frammenti che raccolgo, riconosco e ricompongo, dando loro nuove forme e nuovi significati.
Per Claudia Lagona, in arte Levante, questo processo è diventato Opera Quotidiana: un collage al giorno per 730 giorni, realizzato utilizzando oltre 4.180 quotidiani.

Tempo fa, mentre sfogliavo una delle mie riviste di recupero, mi sono imbattuta in un articolo dal titolo «Non sono solo parole». Il visual mostrava Levante seduta accanto a una pila di quotidiani, con una composizione realizzata attraverso la tecnica del cut-up. Mi sono fermata a leggere e ho deciso di conservare quell’articolo, che ormai da due anni è rimasto sulla mia scrivania.
Oggi voglio raccontarti che cos’è Opera Quotidiana e perché il suo processo creativo mi ha colpita così tanto.

Quando la cronaca diventa poesia
Opera Quotidiana, pubblicato da Rizzoli nel 2024, nasce da un’esigenza personale. Nel febbraio 2022, dopo essere diventata madre, Claudia si trova a fare i conti con un mondo esterno sempre più difficile da accogliere. Le notizie di guerre, dittature e catastrofi naturali entrano nella quotidianità attraverso i giornali, portando con sé paura e inquietudine.

È proprio da quelle pagine, però, che prende forma un processo creativo capace di trasformare il rumore della cronaca in qualcosa di diverso.
Claudia comincia a leggere i giornali, a ritagliare parole e titoli, a selezionare frammenti che, una volta separati dal testo originale, possono incontrarsi in combinazioni inedite. Le parole vengono accostate, spostate, ricomposte: perdono il loro significato iniziale per aprirsi a nuove interpretazioni, fino a diventare versi poetici.
Un lavoro lungo e paziente, fatto di ricerca, tentativi e intuizioni, che si sviluppa per oltre due anni e coinvolge migliaia di quotidiani.
Non si tratta semplicemente di comporre frasi, ma di ascoltare le possibilità nascoste nelle parole, lasciando che siano gli accostamenti a suggerire nuove direzioni. Una parola incontrata in un titolo può trovare il suo completamento in un altro giornale, dando vita a un’immagine mentale o a un pensiero che nessuno dei due testi, preso singolarmente, avrebbe potuto esprimere.

Raccontando questo percorso, Claudia pronuncia una frase che racchiude il senso più profondo del suo lavoro:
«Affrontare la storia e cambiarla, è stato potente».
È un’affermazione che va oltre il semplice gesto artistico. Attraverso il collage, Claudia non cancella ciò che accade nel mondo, ma interviene sul modo in cui quelle parole possono raggiungerci, essere lette, accostate e interpretate. La cronaca, che inizialmente porta con sé paura e inquietudine, diventa materia da trasformare, un punto di partenza per costruire una narrazione diversa.
È qui che il collage diventa uno strumento di riscrittura della realtà: non possiamo sempre scegliere ciò che accade intorno a noi, ma possiamo provare a guardarlo da un’altra prospettiva e attribuirgli nuovi significati.

Il collage come gesto di riscrittura
È qui che il collage mostra una delle sue possibilità più interessanti: non inventare necessariamente nuovi elementi, ma inventare nuovi modi di metterli insieme.
In Opera Quotidiana, questo processo prende forma soprattutto attraverso le parole, che diventano materia visiva oltre che linguistica. Ma il libro non si ferma alla poesia: alle composizioni ottenute dai giornali si affiancano dipinti, in un dialogo tra scrittura e arti visive.

Il collage diventa così una forma di scrittura: non si usano soltanto parole, ma immagini, texture, colori, vuoti e sovrapposizioni.
È un approccio che sento vicino alla ricerca che porto avanti con Collage Diary. Anche nel mio lavoro, i frammenti raccolti da riviste e pubblicazioni diventano parte di una narrazione nuova. Ogni elemento porta con sé una traccia del mondo da cui proviene, ma è nell’incontro con gli altri che acquista un significato differente.

Un’opera quotidiana, un gesto alla volta
C’è poi qualcosa di particolarmente significativo nella scelta di lavorare con le mani.
In un mondo in cui le immagini scorrono velocemente sugli schermi e le notizie si susseguono senza sosta, ritagliare una parola significa fermarsi a guardarla. Sceglierla, separarla, dedicarle tempo e attenzione. Il risultato non è immediato: si costruisce attraverso gesti piccoli, materiali e ripetuti.
In questo senso, il lavoro di Levante racconta anche la possibilità di ritagliarsi uno spazio personale dentro il quotidiano. Non per ignorare ciò che accade, ma per provare a guardarlo da una prospettiva diversa.
Forse è proprio questa una delle cose che amo del collage: la libertà di non considerare definitivo ciò che abbiamo davanti. Una notizia di cronaca, con un gesto amorevole, può diventare poesia.
Per approfondire
Guarda il video dedicato a Opera Quotidiana di Levante:
https://www.youtube.com/watch?v=MmgaFzajmVc
Scopri il libro sul sito ufficiale di Rizzoli:
https://www.rizzolilibri.it/libri/opera-quotidiana/
Opera Quotidiana di Claudia Lagona, in arte Levante. Rizzoli, 2024.
© Claudia Lagona (Levante) / Rizzoli. Tutti i diritti riservati. Il libro e le opere citate sono di proprietà dei rispettivi titolari.

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Alice Pietrella | IG @collage_diary | FB alicepietrellacollage
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